Quest'anno è stato per me ricco di incertezze personali, ma anche di forti e caldi affetti inaspettati. Il tepore e il bene di questi affetti, anche di piccole vicinanze mi ricorda quanto grandi possano essere cose che a volte non lo sembrano, ed anche di quanto al male si possa rimediare.
Voglio ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicini con parole, gesti e pensieri. Il mio voler bene a queste persone è profondo e sempre presente nel mio cuore.
Sul sito I sogni nel cassetto si parla de "I segreti".
Per Natale regalatevi e regalate un libro...



E' possibile ordinare i libri di Luca Frudà sui siti Unilibro, Internetbookshop, 365Bookmark o Libreriauniversitaria o richiederli alle Edizioni Il Foglio (compilando il form sul sito dell'editore nella sezione Acquista). E' possibile anche richiedere i libri direttamente all'autore.
La normalità che più mi spaventa è quella che si cela nella quotidiana violenza della cronaca giornalistica. Le violenze sui minori e la pedofilia, gli strupri, i ragazzi che si organizzano in baby gang e il bullismo, i videogiochi e le scene sempre più violente di molti attuali film, il sesso brutale e volgare che trova largo spazio nei media (televisione, ma anche libri): tutto questo oggi non è una novità. Ma molte cose sono peggiorate, amplificate, quasi paurosamente accettate come normali. E si accetta ormai tutto: la gente è talmente strafottente che si può attuare un indulto senza che quasi nessuno si lamenti. Ormai è normale subire, è normale accettare con qualche cenno di disapprovazione tutto ciò che non va, ma poi si dimentica e ci si concentra sui cavoli propri. Come se la GIUSTIZIA non esistesse, come se ogni cosa debba andare in malora. E' questa la normalità?
Vorrei segnalare la pubblicazione della nuova silloge poetica di Gianfranco Fabbri, dal titolo Stato di vigilanza, Manni editori (96 pagine - € 11,00 - ISBN: 88-8176-852-6).
Fatemi dire un po' di cose a ruota libera, perchè ogni tanto mi è necessario sfogare certi miei malumori sociali.
Adesso che il governo ha svuotato le casse del progetto ponte sullo stretto e devoluto ad opere nordiste di primaria importanza, si sente in televisione persino un leghista che, opportunamente intervistato da un Tg di primo 'ordine' durante la manifestazione a Roma del 2 dicembre, dice che il nord paga le tasse, che il sud le evade e che loro sono stanchi di portarsi sul groppone il meridione. Eppure il sud, la Sicilia in particolare, non usufruisce per nulla delle tasse dei leghisti, perchè qui non si fa e non si farà mai nulla, nè strade, nè ferrovie, nè doppi binari, nè ponti fossero pure i privati o l'UE a volerlo fare. Qui però si deve raffinare il 10% del petrolio nazionale e si paga la benzina più cara d'Italia. Come se non bastasse alcuni 'nordisti' hanno pure la scusa della mafia, delle cattedrali nei deserti, delle opere incompiute. Ma lasciando stare i leghisti, i 'nordisti' (che sono i più subdoli, poichè si mascherano di fintà equità nazionale) e con loro quasi tutto il parlamento italiano, voglio riferire di cose lette, e di paradossi che potranno interessare poco certuni, ma faranno molto riflettere altri. Per i siciliani, che beneficiano dell'inquinamento ma non degli introiti del petrolio, si profila per il prossimo anno l'ennesima beffa dell'aumento del costo della benzina (dovuto alla 'spremitura' delle accise da parte della regione). Come se ciò non bastasse (il ponte non si fa, forse si faranno opere di cui non esistono nemmeno i progetti... così intendono 'loro') saranno inoltre aumentate le tasse per il transito sullo stretto (Villa S. Giovanni ha già posto in atto tale ennesimo balzello e Messina provvederà quanto prima...). Ma oltre tutti questi aumenti di tasse, incomincio a pensare davvero di essere io un tartassato, isolato, dimenticato dallo stato e spaventato dalla mafia. E poi mi sono chiesto ma perchè i Sardi hanno le agevolazioni sui voli nazionali e noi siciliani no? Perchè noi siciliani paghiamo il pedaggio di autostrade schifose, mentre in Sardegna hanno delle superstrade migliori? Ci sarà un motivo? O forse siamo noi che continuiamo ad essere i più tassati e meno assistiti d'Italia?
E' vero che l'Etna quando erutta non fa paura, ma non pensiate che il Vesuvio stia sempre a dormire.