Recentemente ho visto al cinema I Viceré, film liberamente tratto dal celebre e omonimo romanzo di Federico De Roberto; e devo dire che il film in generale non delude sebbene manifesti caratteristiche un po' riduttive da fiction. Gli attori non sono ugualmente bravi: al superlativo Lando Buzzanca fanno da contrasto le recitazioni, nonché le parlate dialettali di gran parte degli altri. Le ambientazioni sono molto belle ed appropriate, così come i costumi d'epoca.
Un film che in generale è gradevole e coinvolgente, discreto senza eccellere, e che rispecchia la situazione meridionale alla vigilia e durante i primi anni dell'unificazione italiana e che rimane ancora attuale per molte delle tematiche affrontate.
Mi trovo a riflettere su tanti aspetti della società che ci circonda...i contrasti si fanno profondi, stordiscono, il desiderio affascinante della bellezza, l'inganno e l'incertezza dell'imperfezione, la quotidianità e il tempo che spingiamo con ogni gesto del giorno attendendo il riposo della notte...le strade che attraversiamo, il pensare a noi stesso, poi le altre persone, di cui finalmente ci accorgiamo...ma su tutto penso alla più grande poesia, quella dei rapporti umani, del sorriso complice, della gentilezza, del dare qualcosa di sè. E quest'ultimo pensiero mi pare il più bello, il più umano.
"Debbe uno uomo prudente entrare sempre per vie battute da uomini grandi, e quelli che sono stati eccellentissimi imitare, acciò che, se la sua virtù non vi arriva, almeno ne renda qualche odore"
(dal capitolo VI de Il Principe di Niccolò Machiavelli)
Di fronte alla carenza di buoni esempi, è bene guardare alla saggezza del passato. Oggi più che mai, oggi che siamo bombardati dal presente e spinti dallo smarrimento nel dimenticatoio di noi stessi.
Non è poca cosa far sentire il proprio sostegno a favore dell'ecologia, ed in particolar modo è importante sostenere l'utilizzo delle energie derivanti da fonti rinnovabili. Il Paese del sole potrebbe e dovrebbe fare di più per sfruttare le caratteristiche climatiche, aldilà della petizione (che vi invito a firmare) vale la pena di non far mancare il proprio nome ad una causa naturalmente giusta.