Luca Frudà Blog

Blog di Luca Frudà scrittore di versi e prose
lunedì, 22 settembre 2008

Una poesia

Le incomprensibili fatiche del viaggio

 

Stavo pensando

con il passo nel consueto marciapiede

poi ecco, sbatto, contro le illusioni

come la farfalla notturna

contro il neon

attratta dalla luce fumosa e vana

ma priva di calore.

 

Erano i negozi, i locali

così accerchianti

che dovevo andare via.

 

Iniziai a viaggiare

a fatica portando con me

il mio nome,

perdendo l’aspetto,

tralasciando le vane apparenze del mondo.

 

Abbandonai la città

attraversai sentieri di paura

nella notte solitaria

e sentii il latrare dei cani

diventare l’ululare dei lupi.

 

Solo la stanchezza fermò il mio passo

quando la paura era dimenticata.

 

Passarono gli inverni freddi,

tornai all’origine del viaggio

i miei occhi rividero la città.

 

Mi guardarono con occhi sprezzanti

certe donne,

tanto belle quanto finte,

sorridevano della mia barba incolta.

Una mi disse: ti è morto il barbiere?

 

“Ho viaggiato tanto

dentro di me,

non ho avuto il tempo

di farmi la barba.”

 

E andai via

per sempre.

                  da Logica Sentimentale

postato da lufruda78splinder alle ore 12:05 | Permalink | commenti (1) (pop-up)
categoria: logica sentimentale


venerdì, 12 settembre 2008

RITAGLIAMENTI

RITAGLIAMENTI. Si continua a parlare di tagli. Tagli alla scuola, alla sanità, alla polizia. Cosa significhino in realtà questi tagli è ben chiaro, così come è evidente il senso politico di federalismo… Spartizioni, frammentazioni, lavori part-time, la vita fatta a pezzi di famiglie e di un popolo. Ci stanno facendo a pezzi col pretesto di farci risparmiare, di non farci pagare le tasse… E non parlo solo dei politici ora seduti sui velluti del potere (che sono poi sempre gli stessi), ma anche degli altri (sempre gli stessi) perché non c’è differenza sostanziale tra carcerieri e malfattori. Adesso si stanno spartendo l’Italia. Stanno cercando di convincerci che l’Italia non è fatta di italiani, ma di tre nuove razze:  padani, romani e terroni. Ieri su Rai2 mi è capitato persino di vedere una trasmissione in cui si parlava di dieta padana oltre che di dieta mediterranea… Non c’è più l’Italia. Restano vuoti simboli dietro cui si celano avvoltoi pronti a divorare carcasse d’unità. Non c’è più etica, valori, coscienza. Nessuno si oppone, ognuno per sé, il disastro per tutti.

postato da lufruda78splinder alle ore 23:56 | Permalink | commenti (pop-up)
categoria: mondo sociale


mercoledì, 03 settembre 2008

Un articolo interessante

Mi sento di dover riportare su questo blog uno di quegli interventi che spesso, seppur pubblicati, sono messi in ombra, quasi dessero fastidio. L'articolo a cui mi riferisco è di Pasquale Almirante ed è stato pubblicato su LA SICILIA dello scorso 31 agosto:

INSEGNANTI IN CROCE

Tante volte succede che la causa del terremoto sia il sismografo; allo stesso modo responsabili di fagocitare il 97% delle risorse del ministero dalla istruzione e della asineria diffusa dei ragazzi, compreso l’escalation del bullismo, siano i docenti. E se è così basta tagliare il personale per far quadrare i conti come rompere il sismografo per evitare il terremoto. In America, con più pertinente rigore, invece del voto di condotta si preferisce la pistola e al primo alunno che sbaglia una pistolettata. La scuola va male? Ecco la soluzione: aumento di alunni per classe, accorpamento di più istituti, allargamento delle specializzazioni dei docenti, taglio di insegnamenti. Inoltre appare secondario, di fronte all’auspicato ritorno perfino del calamaio e del pennino, il 25% di abbandoni e dispersioni registrato da Bankitalia a fronte dell’impegno preso a Lisbona di ridurli al 10% entro il 2012. Accade allora che la nostra ministra, invece di lottare per ottenere più risorse, se la prende coi docenti: costosi, impreparati, negligenti e soprattutto meridionali. Afferma un noto studioso: "Il divario fra Nord e Sud dipende per il 30% dall’ambiente familiare, per il 20% dalle strutture scolastiche e per il 50% dal contesto ambientale. Se tutti gli studenti partissero in situazione di parità gli studenti del Sud risulterebbero più preparati di quelli del Nord". Ma anche don Milani aveva capito che "non c’è errore più grande di fare cose uguali per persone diseguali" e la bocciatura per la condotta può condurre ad esiti peggiori, perché da qualche parte il ragazzo "diverso", per condizione sociale e culturale, deve stare: o a scuola o per strada. Ci saremmo aspettai allora non solo più fondi per tenere sempre aperte le scuole come filtro al malaffare e luogo di incontro, sul modello dell’oratorio di don Bosco, ma anche un incremento notevole di ispettori per capire "come si insegna" e dove sono gli svarioni pericolosi. Tuttavia per ottenere questo ci vogliono denari che invece vengono tolti per non fare della scuola uno stipendificio ma facendo scordare i diplomifici che si preparano già alla riscossa. E ci vorrebbero pure soldi per aggiornare il ritrovato maestro unico (che fa risparmiare ma che rischia pure di abbassare la qualità) e i professori dell’educazione civica.

postato da lufruda78splinder alle ore 01:57 | Permalink | commenti (pop-up)
categoria: mondo sociale


Chi sono

Utente: lufruda78splinder
Nome: Luca Frudà
Saggista, critico, scrittore di versi e prose, si è laureato in Lettere moderne nel 2003. Vive a Giardini Naxos (Me). Collabora a diverse riviste letterarie. Ha partecipato a concorsi nazionali di poesia con segnalazioni e primi posti. Sue liriche compaiono in antologie e riviste. PUBBLICAZIONI Poesia: "Io, il Mio Amore" (Il Calamaio, Roma 1996); "Poesia cortese" (Il Calamaio, Roma 1997); "Uomo allo specchio" (N. Calabria, Patti (ME) 1998); "Sole notturno" (Edizioni Il Foglio, Piombino (LI) 2003, 2a ediz. 2004); "Logica sentimentale"(Edizioni Il Foglio, Piombino (LI) 2008). Prosa: "I segreti" (Edizioni Il Foglio, Piombino (LI) 2004) Saggistica: "I Malavoglia: semantica e genesi del titolo"(Edizioni Il Foglio, Piombino (LI) 2005). Sito web: http://xoomer.virgilio.it/lucafruda


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