Luca Frudà Blog

Blog di Luca Frudà scrittore di versi e prose
sabato, 29 novembre 2008

“PEGASEIUM NECTAR” di Vera Ambra

PEGASEIUM NECTAR” di Vera Ambra, Edizioni Akkuaria, Catania, 2003, pp.48

 

La silloge di Vera Ambra, Pegaseium nectar, mostra fin dall’inizio la capacità della poetessa di saper fare un uso sapiente delle parole. Le ripetizioni chiasmiche rendono questa raccolta amorosa un continuo intrecciarsi di versi intorno a lui e lei:

 

Le mie mani sono le tue mani

le mie labbra le tue labbra

Non c’è nulla di te che non faccia parte di me (p.6).

 

Ai chiasmi si affiancano i suoni consimili (“sulle pagine che partoriscono / orfane parole”, p.8; “perfino perfide”, p.22), frequentissime anafore e le sonore e quasi casuali rime interne:

 

[…] e stelle a fiocchi

nel silenzioso argento in cui l’innamorato

perpetua il suo tormento (p.9).

 

Molto rara e forse occasionale è invece la semplice rima, e ciò è probabilmente dovuto al tentativo della poetessa di evitare un’eccessiva ‘coloritura’ metrica delle liriche già terse di altri elementi fonici e ritmici. Eppure il gioco compiaciuto del suono delle parole a tratti prorompe come nell’incipit “amarti d’amore amante” (p.37).

La tematica amorosa è connotata da una doppia voce e da un continuo crescere della materia erotica fino al raggiungimento di una carnalità sempre più intensa:

 

Ti tenterò con la punta dell’indice che ripasserò

appena sulle labbra per poi sfiorarti il collo

Voglio scendere in giù per sbottonarti la gonna

e confortare questi timori al riparo dei grilli

che spargono di rugiada l’odoroso prato

 

Coprirò di latte tutta la strada

                        e ti spargerò di seme il ventre (p.12)

 

Divino è il piacere di femmina assetata

che beve dal calice del cavaliere errante

accogliendo l’ultimo gorgoglio del bianco fiume

nella grotta corallina del palato (p.37).

 

Ma la sensualità che trasgredisce per mezzo della parola è solo una prova della passionalità e della poesia dell’amore, tanto che la poetessa scrive anche:

 

Il letto degli amanti

è duro più d’un sasso

ed ha ricami intessuti

da i più abili poeti (p.33).

 

L’evidente ‘tattilità’ di tanti versi aiuta la poesia e il lettore dei versi a toccare con mano il corpo dell’amore:

 

Sono fragile foglia se mi sfiori

con mani impazienti

e sulla carezza audace

coi fianchi incalzerò ogni tempesta (p.12)

 

Guardo le tue braccia sono rami

che si spingono in tutte le direzioni (p.14)

 

sappi che bastano due dita appena

per scoprire una donna (p.16)

 

Sospirano le mani

ricolme del tuo seno (p.44).

 

L’amore tuttavia non è l’unica tematica della silloge. Versi chini alla natura e all’esistenza sottraggono, nella loro apparente semplicità, frammenti di pura poesia:

 

Ogni strada ha i suoi sentieri

ed anche il più debole dei sognatori sogna (p.7)

 

Ogni giorno può essere giorno di pioggia

e l’acqua più del fuoco porta tempesta (p.9)

 

La verità ha la sembianza della luna:

cambia sempre faccia (p.10)

 

Adesso anch’io so che sul ramo l’uccello

si posa dopo il suo lungo volare (p.36).

 

Immagini pascoliane e leopardiane (“sanno imitare il pigolare del piccolo pennuto / che a bocca aperta aspetta”, p.9; “ed è il belato a risvegliare / il sonno del pastore”, p.10) abitano insieme a diversi riferimenti classici questa che a un’attenta analisi si dimostra una raccolta raffinata e strutturata con grande cura e attenzione. Concludo questo mio intervento con un’altra citazione suggestiva della poetessa: L’oscurità della notte già brilla con le stelle (p.10).

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categoria: poesia


venerdì, 21 novembre 2008

I Fleurs di Battiato

Dopo lo splendido Fleurs  1, la seconda raccolta Fleurs 3 mi era sembrata un po’ troppo commerciale e meno brillante che non la precedente. Lo stesso direi di Fleurs 2, ultima nuova collezione di cover di Battiato. Tuttavia qualche brano credo meriti attenzione ed in particolare la cover La musica muore.

Copyright sito www.battiato.itQueste le canzoni della raccolta Fleurs 2:  

01 Tutto l’universo obbedisce all’amore (inedito con Carmen Consoli)

02 Era d’estate (di Sergio Endrigo)

03 E più ti amo (di Alain Barriere)

04 It’s five o’clock (degli Aphrodite’s Child)

05 Del suo veloce volo (di e con Antony and the Johnson)

06 Et maintenant (di Gilbert Becaud)

07 (Sittin’ on) the dock of the bay (di Otis Redding con Anne Ducros)

08 Il Carmelo di Echt (di Juri Camisasca)

09 Il venait d’avoir 18 ans (di Dalida con Sepideh Raissadat)

10 Bridge over troubled water (di Simon & Garfunkel)

11 La musica muore (di e con Juri Camisasca)

12 L’addio (scritta da Franco Battiato per Giuni Russo) 

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categoria: musica


domenica, 16 novembre 2008

Genesi dell'uomo

Nacque l'uomo, fatto con seme divino da quell'artefice

del creato, principio di un mondo migliore,

o plasmato dal figlio di Giàpeto, a immagine di dei

che tutto reggono, impastando con acqua piovana

la terra recente che, appena separata dalle vette

dell'etere, ancora del cielo serbava il seme nativo;

e mentre gli altri animali curvi guardano il suolo,

all'uomo diede viso al vento e ordinò che vedesse

il cielo, che fissasse, eretto, il firmamento.

Così quella terra che sino allora era grezza e informe,

mutò e assunse l'ignorata figura dell'uomo.

 

                                 da Le Metamorfosi di Ovidio

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categoria: letteratura, leggende


sabato, 08 novembre 2008

Riflessi in bianco e nero sulla nuova elezione americana

Forse nessun’altra elezione presidenziale americana ha avuto dei contendenti e un esito così sorprendente. Sarà pure stato l’umore nero degli americani dopo la politica di Bush, tuttavia è certo che io, personalmente, non avrei scommesso sull’elezione di  un uomo di colore alla Casa Bianca. Tempo fa mi ero stupito di come avessero potuto gli americani rieleggere Bush, a questo punto continuo a stupirmi, ma questa volta positivamente.

Auguri al nuovo presidente degli Stati Uniti.

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categoria: mondo sociale


lunedì, 03 novembre 2008

La scoperta del cielo

 

Dove hai perso lo sguardo

uomo con i piedi per terra

uomo della corsa contro il tempo?

Non guardi più il cielo

non vedi

altro che cemento ed immagini

non senti

il richiamo oltre

l’altezza dei palazzi.

 

Ma per fortuna tal volta…

la defecazione di un uccello

ti blocca

bestemmi contro il cielo

e la rabbia del momento

apre al cuore

nuovi orizzonti.

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categoria: logica sentimentale


Chi sono

Utente: lufruda78splinder
Nome: Luca Frudà
Saggista, critico, scrittore di versi e prose, si è laureato in Lettere moderne nel 2003. Vive a Giardini Naxos (Me). Collabora a diverse riviste letterarie. Ha partecipato a concorsi nazionali di poesia con segnalazioni e primi posti. Sue liriche compaiono in antologie e riviste. PUBBLICAZIONI Poesia: "Io, il Mio Amore" (Il Calamaio, Roma 1996); "Poesia cortese" (Il Calamaio, Roma 1997); "Uomo allo specchio" (N. Calabria, Patti (ME) 1998); "Sole notturno" (Edizioni Il Foglio, Piombino (LI) 2003, 2a ediz. 2004); "Logica sentimentale"(Edizioni Il Foglio, Piombino (LI) 2008). Prosa: "I segreti" (Edizioni Il Foglio, Piombino (LI) 2004) Saggistica: "I Malavoglia: semantica e genesi del titolo"(Edizioni Il Foglio, Piombino (LI) 2005). Sito web: http://xoomer.virgilio.it/lucafruda


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