In un locale ti siedi a un tavolo in attesa che inizi un concerto jazz, sei con gli amici, bevi qualcosa e aspetti. Inizia il concerto, assisti al virtuosismo dei suonatori con un piacevole trasporto. Poi all’improvviso entrano nel locale dei ventenni dalle menti ubriache e con delle birre in mano si mettono davanti a te e a tutta la gente del locale. Con arroganza poi iniziano a fumare, e stanno lì davanti al gruppo che suona, saltellando in maniera sorda e strafottente. Il gestore del locale li invita a smettere di fumare per ben due volte durante la serata, ma non smettono. Me ne vado disgustato dal locale nel dubbio di non aver agito nei confronti della prepotenza, ma mi allontano con amarezza pieno di pensieri cupi per quei giovani che a loro spese un giorno forse pagheranno la loro arroganza.
Con la mia auto mi avvio verso casa, c’è il semaforo verde una volta tanto, ma mi sfreccia davanti una macchina piena di giovani… Sono passati col rosso. Rosso è il colore della rabbia di un momento, per fortuna non del sangue che poteva essere versato a causa di un’incoscienza.
Arrivato a casa mi ricordo di essere più o meno giovane anch’io e mi consolo del pensiero che per divertirmi non ho bisogno di follie deleterie o di atti vistosi di strafottenza. Mi diverto con poco, anche senza disturbare l’esistenza degli altri.
